Barack Obama, un “presidente 2.0″

L’elezione di Barack Obama alla presidenza degli USA ha rappresentato un notevole caso di successo nell’adozione di strumenti “Internet-oriented” per l’organizzazione e la gestione della campagna elettorale, ma con promettenti aspettative anche per la normale attività della nuova Amministrazione (la prima cosa a livello poco più che gossip è l’intenzione di Obama di continuare ad usare il proprio Blackberry, o qualche strumento analogo, per interagire con i propri collaboratori e qualche amico).

L’uso di Internet (e-mail, social network, Twitter, siti Web e forum di discussione, etc.) oltre agli strumenti più tradizionali (lettere cartacee, telefono, propaganda porta a porta, radio e TV) non è di certo una novità nelle campagne elettorali americane; tuttavia, l’approccio progressivo crawl-walk-run-fly con il quale lo staff di Obama ha consentito la creazione di comunità omogenee e motivate di persone-supporter ha portato ad una modifica del tradizionale approccio “top-down” con il quale le comunicazioni avvengono fra il leader ed i suoi sostenitori.

I singoli strumenti per la creazione e la gestione di comunità di utenti sono stati resi disponibili ad un livello di facilità di accesso e granularità di definizione tali da consentire a qualsiasi sostenitore di trovare la propria dimensione all’interno della struttura complessiva, traendone tutte le componenti necessarie alla propria attività di propaganda elettorale e fungendo da forte elemento di motivazione per le proprie attività. Dall’altro lato, la disponibilità di una massa omogenea e ben organizzata di “utenti-interlocutori privilegiati” ha consentito una granularità e scalabilità nella comunicazione top-down (multimediale e facente uso di tutti gli strumenti di comunicazione moderni, SMS in primis) senza eguali, grazie anche alla possibilità di mantenere la “visione di insieme” della massa di simpatizzanti, ma anche di governare efficacemente il sistema veicolando i risultati ai vari livelli.

Il risultato si è composto di una serie di strumenti con i quali i differenti messaggi politici sono stati condivisi, modificati ove e quando necessario, e continuamente sottoposti a verifiche di attendibilità ed efficacia presso il “pubblico” (la massa dei votanti). Tali strumenti, per dichiarata intenzione dello staff presidenziale, verrà in qualche maniera “portata a sistema” all’interno della macchina governativa e/o all’interno del DNC (Democratic National Convention, l’assemblea dei Democratici).

Resta da vedere come questa complessa e flessibile macchina organizzativa verrà effettivamente trasposta nel sistema dell’Amministrazione per renderla un nuovo strumento di interazione bidirezionale con la popolazione: si notano già i primi cambiamenti (diffusione su Web degli eventi dello “Inauguration day” e conseguenti picchi record nel traffico di rete; revisione dei siti governativi; nuove regole per la trasparenza e l’accesso ai contenuti), così come i primi problemi (regole per l’endorsement di siti esterni, problemi di privacy e proprietà intellettuale dei contenuti multimediali).



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This entry was posted on Lunedì, Gennaio 26th, 2009 and is filed under News of the world, Web 2.0.

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