Musica online: modelli di distribuzione alternativi
In questi giorni fa abbastanza rumore l’iniziativa di distribuzioni musicali alternative al consueto flusso di distribuzione, del quale fanno parte le major (ad esempio EMI Universal, Sony Music, etc.). Il “caso” è quello dei Radiohead, i quali han deciso di percorrere un cammino già sperimentato in passato (e tuttora impiegato) da gruppi meno noti, vale a dire la distribuzione online del loro nuovo album, “In Rainbows”, invece di sottoscrivere un contratto per la distribuzione tradizionale. In aggiunta a questo, forse nel tentativo di “aggirare il problema” della pirateria musicale, il download è disponibile ad offerta libera, sul sito (www.inrainbows.com) creato per l’occasione.
Ciononostante, l’album ha seguito il destino ormai di prassi per ogni nuova uscita, finendo ampiamente e rapidamente disponibile sulle reti di file sharing quali BitTorrent; segno che, seppure il modello di distribuzione sia credo il più favorevole possibile per il pubblico, molti preferiscono “fare come al solito” e procurarsi l’album gratuitamente dal file sharing.
Le major hanno sostanzialmente abbozzato, sentendosi escluse da un meccanismo che per buona parte garantisce la loro sopravvivenza, ma reagendo in maniera più o meno consapevole al fatto che, se i Radiohead avranno successo e anche altri gruppi già affermati li imiteranno in qualche misura (Nine Inch Nails, Oasis e Jamiroquai sembrano intenzionati al medesimo modello, mentre Madonna tenta la strada di un contratto diverso), il proprio modello di business dovrà essere pesantemente rivisto.
Una nota a parte merita l’ascolto vero e proprio: indubbiamente è un bell’album, ma risente della tutto sommato non eccelsa qualità della codifica (MP3 160 Kbps), più che sufficiente per un MP3 player, ma sicuramente non abbastanza per un audiofilo abituato al PCM lineare di un “caro, vecchio” CD audio, o addirittura al “calore” del fruscio di un disco in vinile. Anche in questo, c’è un segno dei tempi, e la conferma del trend storico di compressione verso l’alto per quanto riguarda la dinamica (la cosiddetta “loudness war“) e verso il basso per quanto riguarda le dimensioni dei file musicali, anche se a scapito della qualità dell’ascolto. Per gli audiofili, però, i Radiohead vendono una versione “old-style” sia in CD che in vinile, con contenuti extra… alla modica cifra di 40 sterline. In altre parole, il media tradizionale (vinile, CD) è visto come una rarità da audiofili e come tale costa più del mass media internetico.
In ogni caso, per non scontentare nessuno, i Radiohead hanno previsto un’uscita “convenzionale” con i normali CD audio (e la altrettanto normale Warner) a gennaio.
- Il sito dei Radiohead, www.inrainbows.com
- Radiohead: Did Pre-orders Hit 3 Million Mark?, su MP3Newswire.net
- Radiohead’s Warm Glow, sul New York Times del 14 ottobre
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This entry was posted on Lunedì, Ottobre 15th, 2007 and is filed under Broadband, Convergenza, News of the world, Web 2.0. Tagged with: .You can follow any responses to this entry through the Comments Feed. You can Leave A Comment, or A Trackback.
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