Skype, i servizi in Beta, e come _non_ si fa customer care

Sicuramente, che siate o meno utenti del famoso servizio di chat/presence/VoIP, avrete avuto notizie del disservizio che ha impedito agli utenti di accedervi per un periodo tutt’altro che limitato nel velocissimo mondo delle reti (personalmente ho avuto difficoltà di accesso per “ben” tre giorni), considerato che la notizia è circolata perfino sui media tradizionali (tv, giornali).

Niente di veramente improbabile, tutto sommato, data la combinazione di elementi: un software closed source ed un’architettura sicuramente ben congegnata (nodi client di base che si connettono al resto della rete tramite “supernodi”: una riedizione del glorioso Kazaa sviluppato dagli stessi Friin e Zennstrom) ma tutto sommato vulnerabile in quanto chiusa; quindi se per qualche motivo la parte centralizzata del sistema non svolge correttamente la propria funzione, l’intero sistema collassa.

Sembra esattamente quanto successo: un non meglio identificato malfunzionamento del servizio di login degli utenti ha semplicemente “tagliato fuori” gli utenti dal sistema.

Nella logica del Web 2.0 e dei servizi in “Beta perenne” non c’è ovviamente motivo di lamentela: essendo appunto una Beta, i disservizi possono succedere; sicuramente, però, questo tipo di eventi gioca sicuramente a sfavore di chi intende mettere nel mondo del Web 2.0 servizi “mission-critical”, o anche solo di chi conta di fare business con poca fatica :) (integrando servizi offerti da altri e aggiungendovi un po’ di valore).

Sui reali motivi di questo blackout, comunque, ci sono svariate congetture: dal sovraccarico dei server causa massicci reboot dei client Windows dovuti ad aggiornamenti di sistema (ma quante migliaia di reboot simultanei occorrono, per ottenere questo effetto DDoS o Distributed Denial-of-Service?), a non meglio identificati bachi software nei server (ma il servizio non era interamente peer-to-peer per evitare punti di guasto catastrofico?) per finire con gli immancabili hacker (stavolta russi) che più o meno vengono sempre indicati come i ragazzacci della Rete ogni volta che qualcosa non va.

Al di là delle cause tecniche, comunque, sembra sconcertante la totale mancanza di trasparenza da parte del management di Skype (e della sua controllante eBay) sia durante il disservizio, sia dopo, per indicare le cause dello stesso.

In conclusione, meglio “diversificare gli investimenti” ed utilizzare, se possibile, più servizi in concorrenza fra loro; ad esempio valide alternative / integrazioni a Skype sono a tutt’oggi Gizmo Project e Google Talk (e ve ne sono altre ancora). La seccatura è quella del tenere aperti più applicativi (con ciò che questo comporta), ma aumentano le probabilità di essere online.

Il fatto è ancora in divenire, comunque… Skype ha rilasciato una versione 2.0 della giustificazione per il blackout. Stay tuned…

- Crisis Communication 2.0 - The Skype is Falling, post del 21 agosto sul blog “PR 2.0″ di Brian Solis

- Una serie di post interessanti negli ultimi giorni sullo Skype Journal

- Skype’s Explanation For Downtime Not Ringing True, su TechDirt del 20 agosto

- Did Russian Hackers Crashed Skype? su Slashdot del 18 agosto

- Skype Outage: Too many holes in the official explanation for my liking, post del 21 agosto sul blog di Ben Metcalfe

- Quand Skype passe au rouge…, post del 21 agosto sul blog di Cedric Blancher

- Google Talk

- Gizmo Project



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This entry was posted on Mercoledì, Agosto 22nd, 2007 and is filed under Convergenza, Telco, VoIP, Web 2.0.

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One Response to “Skype, i servizi in Beta, e come _non_ si fa customer care

  • 1
    Joker
    Settembre 7th, 2007 15:10

    Sicuramente la frenata ci sarà, se non c’è già stata ma per il semplice motivo che SL ha due limiti fondamentali :
    1 - Richiede creatività imprenditoriale (dove l’impresa non deve essere necessariamente una Chrysler che si costruisce un grattacielo ma anche un ragazzino che a tempo perso decide di vendere idee)
    2 - Per quanto i LD siano accessibili e poco dispendiosi, sono pur sempre soldi reali…questo comporta un rischio..(lo faccio/non lo faccio….costi/benefici…etc…)
    Al contrario di MySpace ad esempio che pur avendo incredibili problemi tecnici, non conosce crisi : si tratta sicuramente di due cose diverse, ma entrambe rappresentano ed hanno rappresentato un boom in rete.


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