Contenuti o fruizione dei contenuti?

Un interessante (anche se parzialmente già noto) punto di vista sulla diatriba inerente le strategie di protezione dei contenuti multimediali e le difese dalla pirateria (recentissima la violazione del sistema AACS che dovrebbe proteggere dalla copiatura i contenuti di HD-DVD e Blu-Ray). Se invece di pensare di “comprare un CD” o “guardare un film al cinema” si presta attenzione all’idea di “comprare l’ascolto della musica” o “comprare la visione del film”, ecco che le varie associazioni per la tutela dei diritti d’autore assumono il ruolo di semplici venditori di servizi a valore aggiunto anziché proprietari (per delega) di beni dei quali esigono la tutela. (Il DRM comunque non è probabilmente la soluzione migliore…)

Per i consumatori, il rovescio della medaglia di questo sistema, al di là delle pretese di esclusività (contro le quali la pirateria esercita tutta la sua inventiva) è un approccio “totalitario” al godimento del frutto del lavoro intellettuale: l’ideale per i detentori dei diritti è il pay per view: ogni volta che si vuole fruire del contenuto, si paga per l’accesso.

Su TechDirt del 20 febbraio.



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This entry was posted on Venerdì, Febbraio 23rd, 2007 and is filed under Convergenza, News of the world, Security.

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